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HomepageCorso di mentalismo 2017/18

Un chiaroveggente “fuori da questo mondo”

Nel 1952 Dino Segre “Pitigrilli” chiede a Gustavo Rol come abbia scoperto di essere un sensitivo; l’uomo si confida:

È andata così: a Marsiglia prendevo i pasti in una pensione di famiglia, dove era mio vicino di tavola un signore taciturno, che non rivolgeva la parola a nessuno, non rispondeva, salutava appena; leggeva giornali e libri polacchi e non si sapeva che mestiere facesse. Un bicchiere rovesciato mi diede l’occasione di dirgli finalmente qualche parola. Uscimmo insieme. Gli parlai delle mie letture di contenuto spirituale, religioso. Rise: “Dio non esiste”, mi disse. […] Tornati a casa, mi fece assistere ad alcuni esperimenti per mezzo delle carte. […] Mi insegnò a riconoscere, col semplice passaggio delle mani, il colore di tutto un mazzo di carte rovesciate. (1) 

Fotografia tratta dall’articolo di Furio Fasolo, “Il signor Rol, mago”, Epoca, 24.2.1951.

Volendo che anche Pitigrilli sviluppi la stessa abilità, Rol gli spiega che la chiave è

immaginare un piano tutto verde, come un prato senza alberi, senza particolari che turbino l’uniformità del verde; immagina di essere sommerso in un’immensità di vernice verde. (2) 

Lo scrittore ci prova e ci riesce diverse volte, ma a condizione che Rol sia presente; più tardi confesserà:

Come apprenti sorcier non valgo niente. Quando ero assistito da Rol ho fatto anch’io delle cose spettacolose, ma da solo nulla mi riuscì. […] Le formule ripetute in presenza di Rol e davanti a testimoni mi fecero realizzare dei prodigi. Ma quando ero solo, in casa mia, il risultato fu totalmente negativo. Le formule di Rol, senza Rol lasciano le cose come sono. (3) 

Il punto è che il verde non basta; per indovinare (e far indovinare) il colore di tutte le carte serve la formula di Paul Curry. L’illusionista l’ha messa a punto dieci anni prima e in pochi la conoscono; gli altri, esterrefatti, ragionano come Pitigrilli:

Indovinare il colore di una carta […] può essere una fortunata combinazione […] [e] non ha nulla di soprannaturale. […] Se la probabilità di indovinare un colore su due è rappresentata da uno diviso due, la probabilità di indovinare il colore delle 52 carte di Rol è rappresentata da 1 : 499 seguito da tredici zeri. […] Disponete due carte, una rossa e una nera, capovolte sulla tavola, e passateci sopra la mano, alla distanza di quattro centimetri circa, e cercate di indovinare il colore; se vi riesce una volta su due, se ne indovinate 26 su 52, la cosa non è strana. È normale. Ma se ne indovinate 27, 28, 29… continuate. Siete sulla via di indovinarle tutte 52. E allora vedrete che il verbo indovinare è improprio e disadatto. (4) 

Pochi mentalisti ricevono feedback dettagliati da parte di chi ha assistito ai loro esperimenti. Rol fa eccezione, perché milioni di parole sono state spese per raccontarne i prodigi; quelle di Pitigrilli, in particolare, rivelano con efficacia il senso di onnipotenza che un grande effetto di mentalismo può produrre:

Non so se faccio bene a dirlo, ma la fiducia nei primi successi vi infonderà la fede che, se si fissa il dente di un cane e si vuole intensamente che diventi un diamante… (5) 

ROL Realtà O Leggenda?

Da luglio 2018 è disponibile in edizione “aumentata” il libro di Mariano Tomatis ROL Realtà O Leggenda?. Un capitolo è dedicato all’Out of this world:

Di come abbia scoperto le sue straordinarie facoltà paranormali [Rol] non parla mai. Nonostante questa ritrosia, a volte citava episodi differenti, ognuno dei quali contenente interessanti spunti di riflessione. Secondo uno di questi, un sabato pomeriggio del 1926 Rol si trovava di fronte a una tabaccheria di Marsiglia e il suo sguardo cadde su due mazzi di carte che si trovavano nella vetrina. Dalla scatola che li conteneva era scivolato un mazzo che si era rovesciato, rendendo impossibile scorgerne il dorso. Tentò di concentrarsi sul colore che poteva avere quel mazzo, ma alla mente gli si affacciarono molti colori. Acquistata la scatola, si accorse che il mazzo aveva il dorso nero, l’unico colore cui non aveva pensato. Amareggiato, si allenò a lungo per riconoscere il colore non più del dorso ma del disegno che compare sulla faccia di ogni carta (‘incominciai a fare delle prove, non sui dorsi perché erano solo due e c’era poco da indovinare’). Dopo due anni di prove ed esercizi raggiunse la capacità di intuire se una carta fosse rossa o nera. Così parlava della sua ‘facoltà’ Gustavo Rol: ‘Incominciai a fare delle prove: [...] tenevo le carte coperte e ci passavo la mano convinto di potere così cogliere le loro radiazioni e sentire che seme e che numero c’erano di sotto’. Sebbene si tratti di una facoltà apparentemente straordinaria, riconoscere il colore delle carte di un mazzo nuovo, sigillato e portato dal pubblico, mescolato più volte anche durante l’esperimento e toccato soltanto dallo spettatore è un effetto alla portata di un qualsiasi bravo prestigiatore; si tratta di un’illusione chiamata Out of this world(6) 

Spigolature

Durante la II Guerra Mondiale, Winston Churchill si prese una pausa per cenare con alcuni amici. Durante la serata Harry Green coinvolse il Primo Ministro in uno speciale numero di magia: una novità che arrivava dagli Stati Uniti. Churchill rimase così colpito da Out of this world da chiedere al mago di ripeterlo più volte. Alla sesta ripetizione gli uomini della scorta gli ricordarono che era in ritardo per l’incontro previsto. Secondo il Times di Londra, Winnie arrivò in Parlamento alle 2 di notte “visibilmente provato”. (7) 


Note

1. Pitigrilli, Gusto per il mistero, Sonzogno, Milano 1954, pp. 87-8

2. Pitigrilli 1954, p. 89.

3. Pitigrilli 1954, pp. 89-90.

4. Pitigrilli 1954, pp. 93 e 97.

5. Pitigrilli 1954, p. 97.

6. Mariano Tomatis, ROL Realtà O Leggenda?, Torino 2018, pp. 189-90.

7. Paul Curry, Magician’s Magic, Ronald Whiting & Wheaton, Londra 1965, pp. 237-9.

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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