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HomepageCorso di mentalismo 2017/18

Il rabdomante che trovava gli assassini

La sesta lezione approfondisce un principio matematico tra i più interessanti e versatili nell’ambito del mentalismo: il “principio di parità”; utilizzandolo è possibile simulare doti di telepatia, chiaroveggenza e precognizione. L’incontro è dedicato a Jacques Aymar-Vernay, il rabdomante di Lione che nel Seicento fu più volte coinvolto dalle autorità per risolvere casi di cronaca nera.

Non a caso Lione si trova sul triangolo della magia bianca insieme a Torino e Praga: la sua vocazione per il “meraviglioso” è antica. Il 3 settembre 1692 Pierre Garnier

colloca sui tavoli della biblioteca del luogotenente generale alcuni cappelli, nasconde delle monete sotto alcuni di loro, lasciandone altri senza niente. (1) 

Usando un ramo di legno biforcuto, Jacques Aymar-Vernay si avvicina a ciascun cappello per indovinare dove si trovi il denaro: come sospinta da una forza misteriosa, la punta del ramo si muove vicino ai cappelli sotto cui c’è una moneta, mentre resta ferma sugli altri. Raccontando la sorprendente prova, Garnier assicura:

Non trascuriamo di verificare alcuna possibilità che utilizzi dei trucchi per far muovere la bacchetta […] e dopo averlo esaminato ci convinciamo ulteriormente che dietro il fenomeno non ci sia alcun inganno. (2) 

L’indagine cerca di gettare luce sugli strani poteri dimostrati dal rabdomante, che nei mesi precedenti – guidato da una bacchetta di legno – ha assicurato alla giustizia gli assassini di una coppia di Lione. Per inquadrare razionalmente le doti di Aymar, e quasi un secolo prima di Franz Anton Mesmer, Pierre Garnier ricorre alla metafora della calamita. Lo studioso propone un parallelo tra

latrocinio e assassinio da una parte e magnetismo dall’altra (perché di fronte ai fatti sconosciuti è lecito introdurre concetti nuovi, grazie ai quali spiegare le cose più chiaramente e sinteticamente). (3) 

Secondo la sua ipotesi, la bacchetta amplifica il magnetismo di cui è dotato Aymar e reagisce alle diverse correnti emanate da colpevoli e innocenti. Quando il rabdomante è lontano dall’assassino, il ramo si muove perché sottoposto al solo influsso proveniente da Aymar. Ma poiché, senza saperlo, l’omicida lascia dietro di sé una scia di corpuscoli magnetici, lo stesso strumento consente di rintracciarlo:

quando un innocente si trova sulle tracce di un colpevole, la bacchetta si ferma perché le emanazioni del corpo dell’innocente sono di segno opposto rispetto a quelle lasciate dal colpevole. (4) 

Con largo anticipo sulle teorie del “magnetismo animale”, l’ingrediente invisibile che si ritiene consenta di produrre fenomeni paranormali è sempre il magnetismo. A incoraggiare l’identificazione di Aymar con una calamita c’è anche una coincidenza linguistica: nel francese di Garnier, “magnete” si dice “ayman”. Ma se è difficile sostenere l’esistenza di “corpuscoli magnetici” i cui poli indicherebbero colpevolezza o innocenza, come ha fatto il rabdomante a individuare le monete sotto i cappelli?

Potrebbe aver nascosto una calamita da qualche parte, ma gli sarebbe bastato applicare l’ingegnoso “principio di parità” ­ una tecnica mentalistica che, per sua sfortuna, non verrà scoperta prima del XX secolo.

David Copperfield’s Orient Express Card Trick

Nel 1991 David Copperfield utilizzò il “principio di parità” durante lo special televisivo che culminava con la sparizione di un vagone dell’Orient Express: frutto di una collaborazione con Max Maven, il gioco interattivo è ora accessibile su YouTube:

L’anno successivo Sidney J. Kolpas ha dedicato al principio matematico un articolo (5)  pubblicato su The Mathematics Teacher.

Sidney J. Kolpas, David Copperfield’s Orient Express Card Trick, The Mathematics Teacher, N. 7, Vol. 85, ottobre 1992, pp. 568-570.

Bibliografia

Il punto di partenza per approfondire la storia di Jacques Aymar-Vernay è la Memoria per servire alla storia letteraria della bacchetta divinatoria pubblicata sul Giornale Bibliografico Universale nel 1808.

Memorie per servire alla storia letteraria della bacchetta divinatoria, Giornale Bibliografico Universale, N. 5, Vol. 2, Francesco Sonzogno, Milano gennaio 1808, pp. 89-96.

Pubblicata nel 1692, la Dissertation physique en forme de lettre a Monsieur de Sève di Pierre Garnier è un’indispensabile fonte di prima mano sulle vicende di Aymar.

Pierre Garnier, Dissertation physique en forme de lettre, a Monsieur de Seve, Jean-Baptiste de Ville, Lyon 1692.

Mariano Tomatis aveva citato il caso Aymar nel suo reportage dalla città di Lione intitolato "Attraverso la mano".

La Biblioteca Magica del Popolo raccoglie svariati documenti sul caso (vedi il dossier).


Note

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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