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HomepageCorso di mentalismo 2017/18

I tre bussolotti nel mentalismo

La prima lezione approfondisce la facoltà extrasensoriale chiamata “chiaroveggenza”, applicandola al gioco dei tre bussolotti - il classico effetto illusionistico rivisitato in chiave mentalistica. La lezione è intitolata a Franz Anton Mesmer, l’uomo che - teorizzando il magnetismo animale - smaterializzò l’illusionismo, dando vita a quella branca della magia che sarebbe diventata il mentalismo moderno.

Il mentalismo nacque da una smaterializzazione; a compierla fu il medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815).

Nel corso dei secoli gli illusionisti hanno sfruttato un’infinità di trucchi e sotterfugi per meravigliare: abili manipolazioni, illusioni ottiche, arguzie matematiche, sostanze chimiche... Nel Cinquecento si diffuse l’uso di calamite per muovere a distanza gli oggetti metallici: i sorprendenti poteri di attrazione e repulsione tra il magnete e il ferro ispirarono numerosi giochi di prestigio, raggiungendo il culmine nel Settecento. Nel 1769 il primo volume delle Nuove Ricreazioni Matematiche di Edmé-Gilles Guyot fu interamente dedicato alle “meraviglie magnetiche”: automi che rispondevano alle domande, macchine oracolari, scatole di legno che leggevano nel pensiero, calcolatrici che prevedevano il futuro, mani che scrivevano da sole... Era sufficiente sfogliarlo per rendersi conto di quanto fossero ampie le possibilità offerte dalle pietre magnetiche.

Poi arrivò Mesmer, le cui bizzarre teorie ispirarono la nascita di una nuova forma di illusionismo. Egli riteneva che le malattie fossero squilibri di un fluido magnetico presente nel corpo umano; per curare i pazienti bisognava ripristinarne l’armonia attraverso l’uso di calamite. Dopo vari esperimenti con pietre magnetiche appoggiate sugli organi doloranti, Mesmer provò a liberarsene e a curare a mani nude: sorprendentemente i pazienti continuavano a guarire. Convinto che si trattasse di una scoperta sensazionale, egli annunciò il superamento del magnetismo minerale in favore del magnetismo animale; perché usare pietre magnetizzate - si chiedeva - se il corpo umano emana spontaneamente un fluido magnetico, una forma di energia naturale forse addirittura più pura rispetto a quella nelle rocce? Per convincere i colleghi dell’esistenza di tale fluido, nel 1775 si “esibì” a Vienna di fronte all’olandese Jan Ingenhousz (1730-1799), medico della corte austriaca. Ad assisterlo volle accanto a sé una giovane paziente, tale Franziska Öesterlin. Uno degli esperimenti coinvolse alcune tazzine. Ingenhousz ne scelse liberamente una e Mesmer eseguì alcuni movimenti con le mani per magnetizzarla. Toccando le tazzine una alla volta, Öesterlin riuscì a indovinare quella scelta dal medico olandese: essa fu l’unica a darle una specie di scossa. Mesmer spiegò al collega che la giovane non era un’illusionista né era dotata di poteri telepatici: semplicemente ella era sensibile al magnetismo animale - e dunque in grado di riconoscere la tazzina scelta perché opportunamente magnetizzata; una spiegazione fasulla, che però pareva convincente nel panorama scientifico dell’epoca. La classica spiegazione da mentalista.

Bussolotti senza palline

Quello dei tre bussolotti è il gioco di prestigio per eccellenza. Da sempre associati alla destrezza di mano e all’arte dell’inganno, tali oggetti consentono di mettere in scena tutti i principali prodigi della prestidigitazione: sotto l’effetto dei gesti arcani di un mago, le palline possono apparire, sparire, moltiplicarsi e trasferirsi magicamente da un contenitore all’altro. Nella versione delle tre campanelle o dei tre gusci di noce, sono una tipica scommessa da strada: vince chi è in grado di trovare la pallina nascosta.

Il mentalismo è una forma di illusionismo che nasce nel Settecento dalla smaterializzazione degli elementi in gioco.

I gesti solenni che Mesmer compie per magnetizzare rispecchiano quelli dei maghi che si esibiscono nelle piazze, e quando sono diretti alle tazzine è impossibile non pensare al gioco dei tre bussolotti. Osservato oggi, l’esperimento viennese sembra la variante “mentalistica” della classica scommessa di strada: Ingenhousz sceglie una tazzina, ma invece di metterci sotto una solida pallina, lascia che Mesmer la contrassegni con un fluido invisibile; riuscendo a individuarla, la signorina Öesterlin vince la scommessa. Da quel giorno il Mesmerismo non diventa solo una controversa pratica medica; l’idea di poter fare a meno di oggetti fisici contamina l’arte dei prestigiatori, ispirando la nascita di una nuova categoria di illusionisti. Costoro rifiutano di farsi chiamare prestigiatori: preferiscono definirsi magnetisti o magnetizzatori. Quando si esibiscono, non fanno apparire sgargianti fazzoletti o ventagli a fiori, ma riducono al minimo gli oggetti in scena; perché lo spettacolo sono loro stessi. Dicono di sfruttare il cosiddetto “magnetismo animale”, grazie al quale sembrano in grado di manifestare ogni sorta di potere paranormale: telepatia, chiaroveggenza, precognizione e telecinesi. Adoperano il classico arsenale di trucchi dei prestigiatori, ma al pubblico non lo svelano: i magnetisti devono il successo alla continua negazione della loro vera natura di illusionisti. Nel XX secolo cambieranno nome, diventando famosi come mentalisti.

La app interattiva

"La carta magnetica" è la prima ricreazione pubblicata su Mesmer. Questo articolo ne descrive storia e metodo.

Questa è la versione sviluppata per gli studenti del corso di mentalismo:

Clicca qui per accedere al “gioco delle tre carte”

Le istruzioni del gioco sono state fornite nel corso della prima lezione.

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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