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HomepageCorso di mentalismo 2017/18

Misteriose corrispondenze

La seconda lezione approfondisce un principio matematico del I secolo d.C. che consente di trasmettere il pensiero attraverso il telefono, aprire i lucchetti e mostrare doti persuasive fuori dal comune: la conta australiana (o Down/Under). La lezione è intitolata ad Auguste Lassaigne, il primo mentalista che si esibì a Torino e divenne famoso per un esperimento telepatico che sfruttava... due lumache!

Il primo mentalista che si esibì a Torino arrivava da Tolosa: era il 1850 quando Auguste Lassaigne presentò il suo spettacolo nel Wauxhall, un centro culturale aperto nello stesso anno in via della Rocca che ospitava concerti, sale da ballo e un ampio giardino con fontana. Oltre duecento spettatori applaudirono gli esperimenti di magnetismo animale presentati con la moglie, la sonnambula Prudence Bernard.

Tra il pubblico c’era anche il medico milanese Francesco Guidi, che rimase piuttosto scosso dal miscuglio tra giochi di prestigio ed esperimenti (apparentemente) autentici che componevano la messa in scena di Lassaigne; egli commentò così:

In Torino più volte ho assistito ai magnetici esperimenti [...] [del] signor Lassaigne [che] ebbe l’imperdonabile torto di mischiare in quelle sedute il vero al falso, il sacro al profano, i plateali esperimenti di prestigiazione ai scientifici esperimenti di magnetismo animale; e fece come varii magnetizzatori da oltremonte, i quali se non furono in tutto cerretani, ebbero in gran parte l’apparenza di essere giocatori di bussolotti, e fecero moltissimo danno alla causa del magnetismo.

Insomma: le ambiguità pseudoscientifiche del mentalismo furono da subito motivo di irritazione per gli scienziati. Auguste Lassaigne, dal canto suo, non faceva mistero di aver iniziato la propria carriera come prestigiatore, acquistando e praticando i suoi primi giochi di prestigio a Nîmes. Dopo l’incontro con Prudence, egli scelse di percorrere la strada del mentalismo. Quelle che prima erano presentate come esibizioni illusionistiche divennero esperimenti di magnetismo animale, messi in scena con l’aiuto della sonnambula che nel frattempo aveva sposato. Per meglio sottolineare il cambio di strategia narrativa, egli iniziò a utilizzare lo pseudonimo di Dr. Laurent e a sostenere che i suoi effetti di magnetismo erano “veri”:

C’è una differenza sostanziale tra la prestidigitazione e il magnetismo, perché il primo simula i miracoli che l’altro può davvero realizzare. Nella prestidigitazione basta sfruttare doppi fondi, compari e tavoli truccati; in una parola, è tutta questione di trucchi più o meno dissimulati che chiunque può imparare e, con un po’ di esercizio, mettere in scena. [...] Il sonnambulismo è un’altra cosa […] i suoi fenomeni sono autentici miracoli, presentando i quali metto in scacco le menti più raffinate, incapaci di individuare il trucco che uso – in quanto non uso alcun trucco.

Per rendere credibili i suoi effetti, Lassaigne sfruttava il linguaggio della scienza dell’epoca – come quando annunciò che avrebbe usato delle lumache (!?) per eseguire un numero di trasmissione del pensiero: una formidabile mossa di marketing, perché da un anno in Francia non si parlava d’altro!

Il telegrafo a lumache

Nel 1837 Samuel Morse aveva realizzato un telegrafo elettrico, ma per comunicare da un luogo all’altro era necessario collegare i due punti con un filo. Nel 1851 Jacques Toussaint Benoît annunciò l’invenzione del primo telegrafo senza fili basato sulle lumache. Secondo lo scienziato, quando due esemplari facevano l’amore, si sviluppava tra loro un collegamento che proseguiva anche dopo la separazione. Stabilito il legame, era sufficiente accarezzare una lumaca per far vibrare a distanza la compagna - indipendentemente da dove essa si trovasse. Il “telegrafo a lumache” di Benoît era composto da una coppia di piastre circolari con 24 fori contenenti una lumaca ciascuno, una per lettera dell’alfabeto. Accarezzando sulla prima piastra la lumaca “A”, l’animale corrispondente sulla seconda piastra si sarebbe mosso, consentendo così la trasmissione di parole compiute una lettera alla volta. In realtà l’invenzione di Benoît era una truffa. Le dimostrazioni pubbliche del telegrafo erano truccate: l’uomo voleva farsi finanziare il progetto per poi fuggire con il bottino. Eppure passarono anni prima che l’inganno venisse a galla. Nel frattempo Lassaigne sfruttò la curiosità intorno all’invenzione portando a teatro la stessa esperienza illusoria.

Il télégraphe escargotique (“telegrafo delle lumache”) era previsto per le ore 10 e arrivava dopo giochi di prestigio, dimostrazioni di automi, effetti di mentalismo e due numeri di ventriloquia e pose artistiche. Il pubblico conosceva il telegrafo e la spiegazione basata sulle lumache sembrava avere solide basi scientifiche. Quando oggi il mentalista torinese Alexander presenta esperimenti di lettura del pensiero facendo appello alla fisica quantistica e attribuendoli al principio detto entanglement, egli sfrutta esattamente lo stesso meccanismo: scoperto nel 1935 da Erwin Schrödinger, il principio teorizza l’esistenza di una comunicazione istantanea a distanza tra particelle subatomiche, anche quando esse sono lontanissime l’una dall’altra. Né le lumache né le particelle si possono usare sul palco per trasmettere il pensiero, ma per il mentalista è irrilevante: esse sono perfette metafore di quanto sembra avvenire in scena, e questo è sufficiente. Entrambe si basano su un nucleo di significato che, a distanza di secoli, continua a funzionare: l’idea che due menti possano comunicare attraverso energie invisibili. Come avviene tra i telefoni cellulari, strumenti tra i più potenti che il mentalista può impiegare.

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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