Sogni di diventare mentalista? Mesmer è il più ambizioso e impegnativo progetto didattico sul mentalismo mai proposto in Italia. Registra la tua email per sbloccare tutti i contenuti e iscriverti alla newsletter.

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Il progetto didattico Mesmer

«Dov’è il possibile? Dov’è l’impossibile?» si chiede Alvaro, l’apprendista mago de Il diavolo innamorato (1772).

Il romanzo di Jacques Cazotte (1719-1792) inaugura il genere del “fantastico” moderno esplorando uno dei confini più affascinanti dell’esperienza umana. Mi interrogo sulla questione da sempre, coltivando il sospetto che la linea tra possibile e impossibile si possa mettere in discussione. Qui ho incontrato il mentalismo.

Dal mio primo compendio sull’argomento – Te lo leggo nella mente (2013) – avevo lasciato trapelare una certa difficoltà a definirlo con precisione, optando per un’espressione vaga:

Idealmente lo scopo del mentalismo è creare esperienze teatrali fuori dall’ordinario capaci di offuscare il confine tra realtà e finzione e mettere in discussione gli schemi classici con cui si interpreta la realtà. (1) 

La definizione mi convince ancora, ma certo non posso dirla esaustiva.

La ricerca di ulteriori sfumature di significato mi ha portato a viaggiare, nello spazio e nel tempo. Lo studio mi ha condotto da Vienna a Los Angeles, da Parigi a Venezia, da Torino a Lione. La sfida consisteva nello scorgervi in filigrana resti e vestigia dell’età dei Lumi. Il mentalismo vi si nascondeva sotto falso nome, ieri come oggi insidiato dagli scienziati più intransigenti, praticato come antidoto al mondo quadrato del razionalismo, sfruttato da individui senza scrupoli e oggetto dei più accesi dibattiti.

Nel romanzo di Cazotte, Alvaro vuole diventare un mago e vuole farlo in fretta. Tra il lettori di Te lo leggo nella mente, molti erano impazienti come lui. Cercando la via più facile al mentalismo, speravano di trovarvi un ricettario di trucchi forniti “chiavi in mano”. Da sempre il mercato è abile a convertire in denaro la fregola di costoro. I “libri di segreti” del Cinquecento e gli striminziti PDF impaginati in Word a interlinea tripla sono i ricettari perfetti per un pubblico di impazienti: vanno dritti al punto senza dilungarsi su contesti e retroscena, illudono il lettore di valere molto essendo offerti a un prezzo proibitivo e hanno costi di produzione irrisori, nascendo da un reiterato copia-e-incolla da opere consimili precedenti.

Contro questa dinamica ci sono autori che esercitano una resistenza attiva, muovendo da un’importante obiezione: se il mentalismo è un’arte complessa e sofisticata, ogni progetto didattico che intenda “insegnarlo” deve imporre al lettore una precisa disciplina. E poiché nulla di ciò che lo riguarda è facile, la selezione all’ingresso dev’essere durissima. A chi è disposto ad affrontarne le impervie, un progetto così concepito deve offrire gratificazioni continue: segreti stuporosi, connessioni inedite, riflessioni sui risvolti in ombra della disciplina e una miriade di nuove idee.

Pubblicato come atto di resistenza alla banalizzazione del tema, Te lo leggo nella mente individuava una specifica (e sorprendentemente ampia) compagine di lettori; accolta la sfida offerta dalle sue pagine, essi ne hanno affrontato la lettura consapevoli di ottenerne l’accesso a una dimensione del mentalismo fuori dalla portata di Alvaro e dei suoi frettolosi emuli. Mirando a un’ulteriore profondità di analisi, il viaggio offerto da Mesmer richiede un impegno ancora più grande del precedente.

In questo progetto multimediale convergono articoli di approfondimento, opere editoriali ed esperimenti interattivi, ma anche spartiti musicali e fumetti, pagine di letteratura e incisioni secentesche, ritagli di giornale e fotogrammi di film: lungi dall’essere solo una pratica teatrale, il mentalismo ha sviluppato nei secoli un rapporto complesso con il mondo della cultura; un progetto didattico sul tema non può prescindere dal prendere in esame il suo più ampio universo di riferimento.

Umberto Eco spiegava che ai suoi tempi

si poteva entrare al cinema a ogni momento, voglio dire anche a metà dello spettacolo, si arrivava mentre stavano succedendo alcune cose e si cercava di capire che cosa era accaduto prima. […] Ecco, la vita è come un film dei tempi miei. Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove. (2) 

Scoprire oggi il cosiddetto “mentalismo” ci colloca nella stessa straniante situazione; da un secolo usiamo l’espressione per riferirci alla più recente incarnazione di una disciplina multiforme, che ha saputo attraversare epoche e mode cambiando abilmente nome e aspetto. Oltre a riconoscerne gli antenati, volgere lo sguardo al passato consente di capire il dibattito contemporaneo sul tema, anticiparne le tendenze, proporne evoluzioni e contribuire attivamente al suo inarrestabile progresso. Sebbene non esista un chiaro “istante zero” da cui prendere l’avvio, ho individuato nel Settecento il secolo chiave. Quello che oggi chiamiamo “mentalismo” si staglia sullo sfondo degli eventi storici emergendo da una transizione: quella dal magnetismo minerale – ingrediente fondamentale della wunderkammer secentesca di Athanasius Kircher (1602-1680) – al magnetismo animale di Franz Anton Mesmer (1734-1815).

Il progetto Mesmer deve il suo nome a quest’ultimo, il medico tedesco che ha segnato la definitiva smaterializzazione dei metodi con cui generazioni di illusionisti hanno evocato meraviglia nel proprio pubblico, negando ogni parentela con i classici prestigiatori.


Note

1. Mariano Tomatis, Te lo leggo nella mente, Sperling & Kupfer, Milano 2013.

2. Umberto Eco, “Caro nipote, studia a memoria”, Rubrica “La bustina di Minerva”, Panorama, 3.1.2014.

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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