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Il trampolino della Storia

Come si arriva ai vertici della magia? Impegno, dedizione e lavoro di squadra sono ingredienti fondamentali, ma nel caso di Vanni De Luca c’è qualcosa in più. Primo mentalista a vincere il Campionato Italiano di Magia, la notte del 26 maggio 2016 mi ha scritto per condividere la sua felicità e svelarmi un trucco rimasto dietro le quinte:

Tutto questo ha preso vita dalle tue pagine. Non lo dimenticherò mai.

Vanni si riferiva a Te lo leggo nella mente (2013) e in modo particolare alla sua prospettiva storica: un’idea che, sulla sua pagina Facebook, sintetizza nell’efficace hashtag #tornateallantico

Vanni De Luca

Sulle spalle dei giganti

Isaac Newton diceva di avere visto più lontano dei giganti che l’avevano preceduto perché era salito sulle loro spalle. Chi si avvia sul percorso creativo del mentalismo può trarre infinite ispirazioni dagli artisti che, dall’antichità ai giorni nostri, hanno meravigliato i propri simili giocando sul confine dell’impossibile. Riflettendo su una diffusa miopia, Max Maven affermava di trovare sorprendente

il numero di mentalisti moderni che non sentono il desiderio di conoscere ciò che li ha preceduti. La conseguenza è che molti continuano a reinventare la ruota. Ma, come dico spesso, se proprio vuoi reinventarla, cerca almeno di farla rotonda. (1) 

È difficile definire una volta per tutte il mentalismo. Si tratta di una disciplina multiforme, che nel tempo ha assunto caratteri molto diversi e si presta a evoluzioni imprevedibili. La stessa difficoltà si incontra a definire concetti come “arte”, “teatro” e “magia”, con cui il mentalismo è imparentato. In casi come questo, Ludwig Wittgenstein suggerisce di mettere in secondo piano la ricerca di una definizione e di approfondire piuttosto l’uso che si fa del termine.

Negli Anni Venti l’espressione “sensazionale mentalista” era usata per definire Harry Kahne (1895-1955), artista statunitense che faceva spettacolo con il multitasking: egli dimostrava di saper scrivere cinque frasi diverse contemporaneamente su altrettante lavagne, tenendo i gessetti con le mani, i piedi e la bocca; memorizzare in pochi secondi venti parole associate ad altrettanti numeri; compilare a richiesta quadrati magici basati su numeri scelti dal pubblico. Sconcertando i colleghi, Kahne non sfruttava i metodi dei prestigiatori, ma si limitava a rendere spettacolari alcune doti fuori dalla norma ricevute in dono alla nascita – come avevano fatto per secoli, nelle piazze e nei salotti, idiot savant, mnemonisti e calcolatori prodigio.

A un secolo di distanza, Vanni De Luca scopre Kahne sulle pagine del mio libro, studia le evoluzioni del numero proposte da Ricky Jay e ne elabora un’italianissima versione personale che coinvolge la Divina Commedia. Il numero gli merita il primo premio al Campionato Italiano di Mentalismo del 2015 (la mia recensione qui). Ridotta a quattro minuti, la routine si classifica al primo posto al Campionato Italiano di Magia 2016, a pari merito con quella di Jonny Magic.

Curiosamente gli illusionisti contemporanei reagiscono come i colleghi di cento anni fa. Essi mettono in dubbio che quella-roba-lì sia “mentalismo” e contestano l’assenza di “magia” («Sì, ma... è magico?!») – rivelando una vista cortissima: il mentalismo, infatti, è banalmente ciò che gli esseri umani hanno definito e definiscono come tale. La domanda più interessante diventa dunque un’altra: perché negli Anni Venti i giornali erano autorizzati a chiamare “mentalista” Harry Kahne? E perché siamo ancora autorizzati a farlo nel caso di Vanni?

Vanni De Luca

Mysterium tremendum et fascinans

Nel suo Authors of the Impossible. The Sacred and the Paranormal (2010) Jeffrey Kripal analizza personaggi che – come Kahne e De Luca – compiono imprese che sembrano andare al di là delle normali possibilità. Egli chiama in causa i due concetti di “Sacro” e “Paranormale”; per definire il primo, Kripal usa un’espressione di Rudolf Otto: il Sacro è il mysterium tremendum et fascinans, ovvero

tutto ciò che è mistico (“mysterium”) e al contempo fottutamente terrificante (“tremendum”) ed enormemente affascinante (“fascinans”). (2) 

Convinto che il Paranormale sia una forma laica di Sacro, Kripal parte di qui per definirlo:

il Paranormale è il Sacro in transito dal registro religioso e scientifico a quello parascientifico o “mistico scientifico”. Fondamentalmente, nel Paranormale, la fede religiosa e la ragione scientifica perdono ogni ruolo, lasciando spazio libero a una sorta di “super-immaginazione” che sorge ai confini estremi del pensiero. (3) 

Durante la sua performance, Vanni De Luca mette in scena abilità ai limiti del possibile. Egli gioca su una regione liminale, e agli occhi del pubblico tutto ciò appare profondamente perturbante. Facendo leva sulla propria razionalità, gli spettatori si ripetono che tutto ciò è perfettamente spiegabile e nel perimetro di ciò che un essere umano può fare; ma è davvero così? L’agio con cui si muove l’artista insinua, infatti, un sospetto “tremendo” e “affascinante”: e se possedesse la chiave per dischiudere regioni dell’anima inaccessibili ai più?

Collocare il pubblico in una situazione di perturbante ambivalenza: questa è la prima vocazione di un mentalista.

Vanni De Luca

Sfidare i luoghi comuni

Rifiutando il canone, sfidando i luoghi comuni e scegliendo in solitaria una strada poco battuta, Vanni ha dimostrato che la Storia è – prima di tutto – un serbatoio creativo da cui attingere a piene mani. Ogni espressione artistica che, fino a oggi, è stata presentata sotto l’etichetta di “mentalismo” può essere paragonata a un diverso mattoncino Lego: ce ne sono di corti, di lunghi e di angolari, di ogni colore e funzione. Se sul tavolo abbiamo a disposizione un solo tipo di pezzo, le nostre costruzioni non potranno che essere monotone e ripetitive. Conoscere il passato significa avere a disposizione una maggiore varietà di elementi, da ricombinare in modi più originali e ricchi.

Esplorare le innovazioni che hanno segnato l’evoluzione del mentalismo dall’antichità a oggi, inoltre, è il modo migliore per dare vita a idee nuove. La fotografia di un pallone da calcio in volo non ci dà alcuna informazione sulla sua traiettoria; per conoscere la direzione che sta seguendo, abbiamo bisogno dei fotogrammi precedenti. Allargare il punto di vista ci consente di prevedere dove andrà il pallone. Oggi gli appassionati si imbattono quasi sempre in una fotografia del mentalismo: anche a studiarne ogni dettaglio, è difficile ricavarne la direzione che sta seguendo. Da qui la sorpresa di Max Maven: perché così pochi mentalisti vanno a caccia dei fotogrammi mancanti? Eppure, la strada del passato è costellata di personaggi straordinari, giganti felici di accoglierci sulle loro spalle, a riprendere il cammino di esplorazione da dove loro l’hanno interrotto e guardare più lontano.

Mesmer plaude alla prospettiva storica valorizzata da Vanni De Luca e dal suo team, e non c’è da stupirsi se tra i mastermind dietro le quinte c’è Davide Calabrese – un fuoriclasse assoluto, altrettanto ribelle a miopi etichette e definizioni convenzionali.

Il successo di Vanni dimostra che, quando viene affrontato con talento e intelligenza, il passato non puzza di muffa ma è il parco giochi più “tremendo” e “affascinante” cui un mentalista possa ispirarsi per innovare la magia della mente. Da questa consapevolezza è emerso il progetto didattico Mesmer. Lezioni di mentalismo: il seminario live e il volume sul Settecento si ispirano entrambi all’enorme eredità magica che il passato ci ha lasciato, valorizzandone l’ingegno e usandola come trampolino per raggiungere i traguardi più prestigiosi.

Vanni De Luca e Tiziano Grigioni.


Note

1. Intervista di John Lovick a Max Maven in Reel Magic Magazine, n. 16, marzo 2010.

2. Jeffrey Kripal, Authors of the Impossible, University of Chicago Press, 2010, p. 9.

3. Ibidem.

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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